Quella volta che pensavo fosse una giornata perfetta!

Irene, la figlia dello zio Fermo

Lo zio della mamma, Fermo Emilio Brusadelli, era uno dei ragazzi del ’99. Chiamato alle armi a soli 18 anni, fu fatto prigioniero in Ungheria. Venne mandato a lavorare in una fattoria  di proprietà di una ricca e giovane vedova, rimasta sola con un figlio piccolo. Giorno dopo giorno, fienagione dopo fienagione, la bionda proprietaria terriera si innamorò del giovane bracciante. Si sposarono e, nonostante il paese non vedesse di buon occhio la relazione con l’Italiano, come veniva chiamato in tono sprezzante, il loro fu un matrimonio felice. Lo zio divenne un padre per il figlio della moglie ed insieme ebbero altri tre figli. Col passar degli anni, l’italiano si guadagnò la stima di tutto il paese. La mamma ci raccontava spesso di questo zio, ci parlava in particolare delle lettere che lui mandava in Italia. Descriveva la sua fattoria piena di animali, il suo giardino ricco di alberi da frutta, di verdura, di fiori. Mia mamma e i suoi fratelli, perennemente affamati nell’Italia del primo dopoguerra, leggevano avidamente quelle lettere e rispondevano allo zio chiedendo che mandasse loro qualcosa da mangiare. Ma un giorno le parti si invertirono: in Italia ci fu il miracolo economico e il paese in cui viveva lo zio, passò sotto il regime comunista della Romania.  La sua fattoria e le sue terre divennero  proprietà dello stato e il Paradiso Terrestre svanì.  Al suo posto una desolante e rassegnata povertà. Cinquant’anni dopo la sua partenza, ormai  da tempo vedovo, curvato dal lavoro della terra, ma ancora con lo spirito vivace e curioso da italiano, lo zio si apprestava a tornare in Italia accompagnato dai suoi nipoti. Il giorno del loro arrivo, dal paese partirono in molti verso la Stazione Centrale di Milano: l’unico fratello ancora rimasto, una delegazione di parenti e alcuni amici. Io a quel tempo avevo dieci anni. Fui lasciata a casa affidata alle cure degli zii che organizzarono per me una gita al Santuario vicino. E così ebbe inizio La mia giornata perfetta:  il picnic nel prato, il gelato al bar, le altalene, i negozi di souvenir. Quando rientrammo al paese trovammo la banda schierata al Municipio, il sindaco con la fascia tricolore, i curiosi appostati in attesa e un fotografo del giornale locale davanti al cancello di casa. Varcando quella soglia mi sentii protagonista di un grande avvenimento. E di nuovo pensai che fosse proprio la mia giornata perfetta! Verso le diciotto la banda diede il via ai festeggiamenti e una moltitudine di gente si riversò nel salotto di casa. Fu un intreccio di mani, fiumi di lacrime, flash accecanti. Dopo il primo momento di grande emozione capii che la mia presenza era assolutamente insignificante e, cominciando a sentire i morsi della fame, mi recai in cucina. Aprii il frigorifero: lo trovai insolitamente ricco di cibi appetitosi e invitanti. Tra tutti, un pacchettino catturò la mia attenzione: era un gustoso pezzo di Gorgonzola. Ne tagliai un poco, poi un altro poco, lo rimisi al suo posto. Lo ripresi, ne mangiai ancora, e poi ancora. Alla fine, del Gorgonzola, non rimase traccia. Quando finalmente la mamma decise che fosse ora di mangiare iniziò a preparare piatti di salumi e formaggi da mettere in tavola. Io la osservavo ansiosa mentre cercava frettolosamente fra tutti i ripiani del frigorifero qualcosa che non c’era più. Puntò gli occhi verso di me conoscendo la mia passione  per i formaggi ma in preda all’ansia della cena, preferì non indagare: la mia giornata continuava ad essere perfetta! Venne l’ora di andare a letto. Nel bel mezzo della notte mi svegliai in preda ad un forte senso di nausea. Riuscii appena a richiamare l’attenzione della mamma e subito il Gorgonzola mi risalì dallo stomaco. Tra rimbrotti a fior di labbra e minacce di castighi fui accompagnata velocemente in bagno. Fu lì che miseramente finì La mia giornata perfetta . 

Epilogo: da più di 50 anni non mangio più il Gorgonzola

#loziodiromania

4 pensieri riguardo “Quella volta che pensavo fosse una giornata perfetta!

  1. Davvero coinvolgen
    te, degno di essere riletto !
    Si assapora la cremosita’ del gorgonzola e la piacevolezza
    della festa famigliare .

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