Primo maggio a Milano

La mia amica  era a 14 anni una bella ragazza molto corteggiata dal genere maschile. Lei aveva una spiccata preferenza per i tipi più strani: dopo la parentesi con un ragazzo affetto da  evidente strabismo, ci fu quella con  un giostraio a cui mancava qualche dente davanti e aveva radi capelli che arrivavano alle spalle.  Quando le giostre si trasferirono in un paese vicino non si perse d’animo. Ogni giorno escogitava espedienti di vario tipo per raggiungerlo facendosi aiutare a turno dalle amiche. A me purtroppo toccò la trasferta più lontana e impegnativa. Era il Primo Maggio. Le giostre si trovavano in una zona periferica di Milano proprio nel paese in cui si era trasferita la suora che fino a pochi mesi prima era stata la nostra catechista. Un’occasione ghiotta per la mia  intraprendente amica innamorata!  Un po’ meno per me che non amavo il rischio e l’avventura e nemmeno il giostraio. Ma, in nome dell’amicizia che mi legava a lei fin dall’asilo, non osai dire di no. Fu così che partimmo di buon mattino con l’autobus per Lecco, da lì avremmo preso il treno per raggiungere Milano, poi tutto sarebbe stato un’avventura. Io un po’ titubante, la mia amica impaziente! Naturalmente alle nostre famiglie era stato detto che saremmo andate a trovare la  suora da poco trasferita. Negli occhi dei genitori una luce di orgoglio per queste  brave ragazze. Io già col rimorso, la mia amica pronta alla sfida. Arrivate a Milano riuscimmo con qualche difficoltà a raggiungere il campo, assolato, polveroso e triste in cui stazionavano le giostre. Il giostraio ci venne incontro con l’aria di chi è sicuro del suo fascino, io non riuscivo a togliere gli occhi dai suoi pantaloni color ghiaccio, attillati e a zampa, su cui spiccava una macchia all’altezza della coscia. Dopo qualche ora passata insieme, finalmente venne il momento di tornare a casa. L’ innamorato recuperò un collega automunito e fummo accompagnate a prendere il treno. Arrivammo alla stazione dopo un viaggio periglioso in cui i semafori vennero sistematicamente ignorati: il motore non teneva il minimo. Io atterrita, la mia amica divertita! Ma il peggio lo scoprimmo quando guardammo il cartellone con le partenze per Lecco: era il Primo Maggio e molte corse risultavano soppresse. Io spaventata, la mia amica “leggermente” infastidita! Ci precipitammo fuori dalla stazione e trovammo ancora i nostri due accompagnatori appoggiati all’auto in attesa che il motore si raffreddasse. Si offrirono di portarci fino a casa. Non restò altro che accettare. Scendemmo all’imbocco del paese e facemmo la strada che portava alle nostre case correndo e ridendo convulsamente, io grata di essere tornata sana e salva, la mia amica felice di aver rivisto l’innamorato!  Di lì a poco l’amore  per il giostraio finì. Tirai un sospiro di sollievo.

Epilogo: la mia amica alla fine sposò un bel ragazzo smentendo così i suoi discutibili gusti.

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