
L’ altro giorno ho ricevuto la telefonata di una mia amica con cui scambio sempre volentieri quattro chiacchiere. Siamo amiche di lunga data, per me lei è stata quel che oggi si direbbe un’Influencer: avendo tre sorelle maggiori sapeva sempre quali canzoni ascoltare o quali film vedere per essere al passo coi tempi ma, soprattutto, quali fossero gli abiti giusti e i negozi dove acquistarli. All’avvicendarsi di ogni stagione dedicavamo un giorno intero per lo shopping a Milano. La mattina si faceva un giro di ricognizione tra i vari negozi del centro poi, verso mezzogiorno, il pranzo con i panzerotti di Luini e, nel pomeriggio, l’acquisto del capo selezionato in mattinata.
Tornando alla telefonata dell’altro giorno lei, che ha l’hobby del ricamo, a un tratto mi chiede “ti ricordi i ricami che facevamo alla Scuola di Lavoro”?
La Scuola di Lavoro …
In estate, durante le vacanze, le ragazze che frequentavano le scuole elementari e medie si ritrovavano in oratorio per imparare l’arte del ricamo e del cucito: era la Summer School dell’epoca ma, anziché l’inglese, io imparavo il Punto Erba. L’insegnante si chiamava suor Amabile. A dispetto del suo nome non passava giorno senza che qualcuna fosse omaggiata dei suoi famosi scappellotti.
Ci aspettava sempre nella aula a noi destinata, quella vicina alla legnaia, arredata con file di sedie impagliate su cui si sedevano le ragazze: davanti le più piccole fino ad arrivare all’ultima fila riservata alle più grandi: ragazze che preparavano la dote e già ricamavano lenzuola, federe, tovaglie. Altre cucivano semplici gonne e vestiti. Io passai anni a ricamare le iniziali sui fazzoletti del papà che, di professione muratore, nella sua vita usò solo fazzoletti ricamati a mano da me. Ago e filo non erano la mia passione, ma ricordo comunque con nostalgia quei lenti e pigri pomeriggi estivi in cui, insieme alle mie amiche, ascoltavo racconti bellissimi letti ad alta voce. Ascoltando o leggendo quelle pagine mi immedesimavo in Jo di Piccole Donne, mi addoloravo per la sfortunata vita di David Copperfield, mi lasciavo trascinare dalle avventure di Tom Sawyer. Passai numerosi estati alla Scuola di Lavoro. Purtroppo, quando stavo per fare il salto di qualità passando dal punto Erba al punto Pieno, la storica istituzione chiuse i battenti lasciandomi orfana della mia dote ricamata a mano.
Epilogo: fortunatamente in quegli anni ancora non si usavano i fazzoletti di carta, non avrei avuto di che ricamare!
#ognitantounracconto
❤
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Ciao è proprio vero che bei pomeriggi. Senza dolori e dispiaceri. L’amica non può essere che la mitica Fausta sempre avanti un passo da noi. Grazie mi ha fatto sorridere. Buona giornata
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Il racconto è stato letteralmente divorato . . . sei stata capace di farmi rivivere quei pomeriggi , che
anche in me hanno lasciato
un segno indelebile . . . ,
dei panzerotti Luini mi ritorna
piacevole il fumante profumo di pomodoro e mozzarella. . . bello e nostalgico ripensare
agli acquisti di quel periodo.
10 e lode per tutte le emozioni che hai reso tangibili
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