
È quasi Natale e i ricordi arrivano puntuali come le luminarie nelle strade. Mentre cammino nelle vie deserte tra le serrande chiuse, ripenso al paese di quand’ero bambina con il suo centro vivace in cui convivevano ben cinque negozi di alimentari. La mia famiglia faceva la spesa nel più vicino, quello del sig.Leone che poi lasciò il posto a Giacomino. Era un negozio senza pretese in cui si trovava un po’ di tutto, compreso il tempo per scambiare quattro chiacchiere con le clienti in attesa. Poco distante, di fronte all’asilo, c’era Fermo che aveva una bottega minuscola, quasi un corridoio, ma con un grande pregio: una vetrina da cui spuntavano colorate, gommose, ripiene, arrotolate, dure, morbide …le caramelle! A guardarle si illuminavano di gioia gli occhi dei bimbi diretti alla scuola materna. Fermo era famoso anche per il merluzzo che friggeva ogni venerdì, annunciando con il suo “profumo” il giorno di magro. Nella centralissima piazza Garibaldi si aprivano i due negozi più blasonati: Mauri e Rusconi. Panettieri di tradizione ed esperienza sfornavano insieme al pane, pizze, torte e brioche profumatissime. Invidiavo un po’ i loro clienti: potevano scegliere ogni giorno fra tante fresche prelibatezze. Noi che andavamo da Giacomino, trovavamo invece più facilmente i prodotti confezionati: pizzette con molto bordo, poco condimento e formaggio rappreso; brioche con nomi imbarazzanti: “Ciuciù” – le mie preferite – coperte di cioccolato con crema all’interno; “Fiocchetto” – più gradite a mia sorella – ciambelline spolverate di zucchero a velo, capaci di provocare l’asfissia se non inghiottite con sorsate d’acqua. Ma la nostra fedeltà a Giacomino non venne mai meno!
L’ultimo alimentari, leggermente defilato dal centro, era un altro Mauri familiarmente chiamato “Luisen” nonostante il nome del titolare fosse Franco, un signore alto, cordiale, dai modi garbati. I prodotti in vendita nel suo negozio appartenevano a un’ampia categoria merceologica: variavano dai polli nostrani ai barattoli di vernice.
E sempre in centro aprivano le loro porte il fruttivendolo, i macellai, la latteria, la cartoleria, i parrucchieri, la lavanderia, il calzolaio, il negozio di abbigliamento e biancheria. Infine, dulcis in fundo, sette bar! Oggi ne sono rimasti due. Con loro resistono un alimentari – momentaneamente chiuso – un parrucchiere e lo storico negozio di abbigliamento e biancheria che nel frattempo ha rinnovato l’immagine e la gestione. Davanti alla sua vetrina le persone si danno appuntamento. Guardano, commentano, spesso acquistano e salutano la proprietaria, che a volte è in vetrina con gli abiti. Poi riprendono il cammino con gli occhi pieni di colori.
Qualche tempo fa, causa un insolito viavai, si è nutrito nel cuore la speranza che il centro si arricchisse di un nuovo negozio. Ultimati i lavori, al nostro sguardo incredulo è apparsa un’Agenzia di “Onoranze Funebri”! La sua vetrina, illuminata giorno e notte, non manca mai di illustrare i numerosi e variegati servizi a noi riservati. Il tutto, ci viene assicurato, svolto con sollecitudine, cortesia e grande professionalità.
Epilogo: Buon Natale! Che profumi di pane, di dolce, di buono, e… perché no? anche di fritto.
#ognitantounracconto
Ciao Vincenza, ho riletto con piacere i tuoi racconti, il tuo “lessico familiare” ricco di calore e sentimenti.
Potresti farne una raccolta…….
in attesa del prossimo, ti auguro buone feste
Rosa(Antonella)
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Non ero a conoscenza del nuovo “negozio” 😳…
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Nelle ore insonni di questa notte, leggere questo “quadro colorato” di storia civatese mi ha tenuto piacevole compagnia per la “sofficità” della scrittura e per avermi introdotto in uno spazio e in un tempo dove non tutto mi è familiare ma che è stato facile e piacevole immaginare. Grazie cara amica scrittrice per questo bellissimo dono, regalo di Natale! Giuditta
P.s.: quanta tristezza, però, vedere come si è ridotto oggi il nostro centro paese…
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Uno spaccato eccezionale del paese di un tempo . . . la tua abilità nello scrivere si fa sempre più intensa .
Complimenti . . . tanti !
Vince ti ricordi delle vetrine natalizie di Paracchi ? Io lì sgranavo gli occhi e . . . sognavo . . . anche Luisen per l’ occasione allestiva un assortimento di giocattoli .
Ricordi magnifici che rivivo con immensa piacevolezza grazie alla tua ” penna “.
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Trovo questo racconto (letto tutto d’un fiato) davvero simpatico e scritto benissimo): echi di un tempo che fu che mi riportano agli anni in cui abitavo proprio di fronte al panettiere, le cui figlie erano mie carissime amiche. Giocare in quello che chiamavo “prestino” d’inverno al caldo era fantastico anche se ne uscivamo coperte di farina e poi, meraviglia delle meraviglie riuscivamo ad avere gratis qualche 🍬caramella. Vince sei davvero brava e prima o poi ti vedrò impegnata a scrivere un bel libro. N.B. NEI PROSSIMI GIORNI LEGGERO’ ANCHE I RACCONTI ARRETRATI (NON VEDO L’ORA) e se avrai bisogno di altre foto, chiedimele pure……. Posso far girare agli amici i tuoi scritti??? Il Proff. MASSARO sarebbe lusingato nell’apprendere il tuo cammino di “scrittrice”
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