
La sera della vigilia, prima della Messa di mezzanotte, arrivava la zia Maria.
Arrivava come una folata di vento e come il vento portava un allegro scompiglio.
Arrivava cantando, con la pelliccia di visone e il marito a braccetto. Si era sposata già avanti negli anni e, con Angelo, formavano una coppia che non passava inosservata: lei piccola e rotondetta sempre in movimento, lui alto e magro, di poche parole.
Venne dunque anche quell’anno il Natale. La sera della Vigilia, mentre mostravo alla mamma il nuovo ferro da stiro che avevo preso per lei, l’impaziente scampanellio annunciò l’arrivo della zia. Nel momento in cui, a passo di carica entrò dalla porta trascinando il consorte ebbi la percezione che qualcosa sarebbe successo. Tutto accadde in un attimo: la zia, salutando con enfasi grandi e piccini, travolse con la sua ampia pelliccia il nuovo ferro da stiro. Fu così che il fiammante elettrodomestico finì a terra con tremendo rumor di ferraglia: il mio regalo per la mamma passò direttamente da un’elegante confezione alla scatola dei rottami! Inutile dire che la zia superò brillantemente la difficoltà del momento togliendo dalla sua borsa dolci per tutti. A me non rimase altro che raccogliere quel che restava del ferro da stiro e del mio ego ferito. Con un salto temporale di circa quarant’anni, ecco di nuovo un’altra vigilia di Natale. La casa, dopo il festoso vociare del giorno, è in silenzio; solo la legna, nel camino acceso, a tratti fa sentire la sua voce.
In questo lasso di tempo sospeso aspetto ancora i rintocchi delle campane che, oggi come allora, chiamano alla Messa di mezzanotte. Se potessi esprimere un desiderio vorrei che questa notte una neve leggera ricamasse gli alberi; che la mia faraona ripiena fosse degna del suo faraonico prezzo; che le mie indomite figlie non si presentassero con pericolosi regali: “Mamma dovresti indossare una bella camicia”. Peccato che la camicia in questione non fosse della taglia giusta: avrei potuto fare la pubblicità per la Sagra del Salame. E poi non desidero più nulla. Ho già avuto tutto quanto potessi sperare: quest’anno è arrivato inatteso, un bellissimo dono. È un piccolo germoglio d’amore, un bambino dallo sguardo fiero che cammina tra noi saltellando felice a piccoli passi di danza. E mi chiama nonna!
Epilogo: 24 dicembre ore 22: vigilia di Natale.
#ognitantounracconto
Un bel regalo! Auguri nonna!
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Un bel regalo! Auguri nonna
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Questa volta ho pianto
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La zia Maria ! Che personaggio mitico dal carattere vivace, allegro e contagioso, Angelo sempre misurato ed elegante . . .
e poi la felicità di Seby che in voi ha senz’altro trovato l’entusiasmo che solo l’ amore autentico può dare . . .
belle le sensazioni che mi hai comunicato !
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